domenica 20 febbraio 2011

"Il paese alto" di Mauro Balboni

"Vai a nord, adesso, o sei ancora lì attorno? Stai forse camminando lungo le valli boscose di Algone, di Iron e d'Ambiez? O forse sei sulla Prada, e aspetterai lassopra di vedere la meraviglia della prima nevicata d'autunno coprire di bianco i Brentei come lontane cattedrali di roccia, e aspettarai di vederli brillare nel sole.
Se sei lo spirito di un uomo morto, sei forse tu mio nonno?
Sarai tu un giorno mia madre?
Sei l'ultimo tu?
"

Ecco una breve citazione da un grande libro che mi è stato prestato dall'amico Max:
"Il paese alto" di Mauro Balboni.
Libro ambientanto tra le alpi di Ledro, Brenta e Val d'Ultimo dalla fine degli anni '60 ai primi anni '80.
Il libro parla della ricerca degli ultimi orsi che abitano il Paese Alto, ricerca che coincide con la ricerca di se stessi e delle proprie radici. Molto introspettivo e nostalgico.
Da leggere!

domenica 13 febbraio 2011

Letargo?? No grazie :)

Vi starete chiedendo "ma questi due non vanno più in montagna? sono andati in letargo come il loro amico plantigrado?".. eh no.. quest'inverno è stata la volta della riscoperta dello sci di fondo.
Io praticamente non avevo mai sciato (a parte 20 anni fa in settimana bianca, ma non fa testo), Claudio invece è più esperto, così di weekend e weekend ci siamo dati a questo sport e devo dire che si sposa perfettemente al mio (nostro) modo di andare in montagna, se poi lo si fa alle Viote con sullo sfondo le meravigliose Dolomiti di Brenta o sul Lavazè al cospetto di Latemar e Rosengarten bhè.. non c'è storia.

In mezzo a tutto questo abbiamo anche avuto il tempo di andare due volte con le ciaspole, una volta all'indomani del capodanno in quel di Costalta e un'altra sull'evergreen Rosta del Bondone. Poi vista la scarsa (sob) presenza di neve mi son data alle classiche salite allena gambe del Monte Mezzocorona e Calisio.

Ma l'aria anticipata di primavera ha portato anche altro.. corrono voci di un'ombra ad Ovest..e così è scattata anche la prima gita pro orso in zona Paganella Gazza ;)

Letargo? no grazie!

Alcuni ignuz scatti :D

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sabato 8 gennaio 2011

Tramonto di fine anno

Ecco cosa mi ha donato la Natura una sera di fine dicembre.
Tramonto su Cima Palon direttamente dal balcone di casa :)

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giovedì 6 gennaio 2011

06/01/2011 Epifania sulla Rosta (Bondone)

Tre amici risalgono la Costa dei Cavai.
Il cielo è coperto e il vento imperversa sollevando cristalli di neve.
Si pranza ricordando tutte le volte che abbiamo assaporato questi luoghi.
In inverno, in primavera, in estate e in autunno.
Con il sole, con la neve, con la nebbia e con il cielo coperto.
All'alba, di giorno, di notte e al chiarore della luna piena.
In compagnia di amici o in solitaria.
Osservando caprioli, camosci e volpi.
Seguendo le orme dell'orso...
Percorriamo la dorsale della Rosta e poi caliamo sui pascoli.
Dal cielo cominciano a cadere i primi fiocchi.
C'inoltriamo nella fitta pecceta e in poco tempo siamo di nuovo al parcheggio.
Alla prossima vecchia amica!

Due foto scattate dall'amico Flavio

En pò de fret
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Palon
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domenica 2 gennaio 2011

02/01/2011 Ciaspolata alla Costalta (Lagorai)

Per smaltire i bagordi di Capodanno senza dover fare levatacce, con Claudio decidiamo di salire l'evergreen Costalta. Giungiamo ad un passo del Redebus invaso dalla gente, parcheggiamo l'auto e risaliamo lungo la forestale ghiacciata verso malga Pez e Cambroncoi.
Giunti negli ampi pascoli di malga Cambroncoi ci godiamo un po' di sole prima dell'ultimo tratto di sentiero. Rimessi gli zaini in spalla imbocchiamo la mulattiera e cominciamo a salire, fa molto caldo e di neve ce n'è – ahimè - veramente poca.
Arriviamo all'ampia dorsale che precede la cima e in men che non si dica eccoci in vetta (1955 m), ma ci rimaniamo poco perché soffia un vento micidiale.
Qualche fugace scatto e battiamo in ritirata; ripercorriamo un tratto di sentiero dell'andata per poi prendere il sentiero 404 che, tra un'insidiosa colata di ghiaccio e l'altra, ci riporta a malga Cambroncoi. Qui pranziamo al sole comodamente seduti su una panca di legno.
Il Lagorai sta di fronte a noi immacolato, sempre stupendo e la memoria corre indietro negli anni e ripenso a quando da piccola venivo in questi ameni luoghi.
Finito di mangiare riprendiamo il sentiero 404; nei pressi di malga Pez la via diventa un'unica colata di ghiaccio, così decidiamo di riprendere la meno insidiosa forestale e di lì a poco giungiamo al parcheggio.

E finisce così la prima scarpinata del 2011 che mi auguro sia, come da 7 anni a questa parte, un anno ricco di verdi boschi, tortuosi sentieri, cime tempestose, torrenti impetuosi, comode mulattiere, tramonti infuocati, dorsali innevate, prati fioriti, pinnacoli arditi e animali selvaggi.

“Viaggiare a piedi non ha nulla a che fare con l'esercizio fisico. Quando cammino sprofondo nei sogni, fluttuo nelle mie fantasie e mi scopro dentro storie incredibili. Io attraverso letteralmente interi romanzi e film e partite di calcio. Non presto davvero attenzione a dove metto i piedi ma non perdo mai l'orientamento” Werner Herzog “Sentieri nel ghiaccio”

Croce di vetta
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Scorci verso Pala delle Buse e Ruioch
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mercoledì 29 dicembre 2010

29/12/2010 Il Macaion non s'ha da fare!

Con Elisa partiamo alla volta delle Regole di Malosco (1315 m), destinazione il monte Macaion che già due anni fa, per vari motivi, avevamo mancato.
Parcheggiata l'auto e salutati due “zimpatici” altoatesini c'incamminiamo lungo la forestale che s'inoltra nella valle del rio Sedruno.
La strada è tutta al "revers", la temperatura rigida e il fondo ghiacciato.
Dopo un'oretta e mezza ci ritroviamo in una ampia e solatia radura, finalmente è finita la noiosa forestale!!!
Qui incontriamo anche i primi abeti imbiancati dalle recenti nevicate; risaliamo lungo il sentiero 513 e giungiamo al bivio che porta a Forcella Piccola, punto dove siamo arrivati due anni fa con un gruppo di 6 amici.
Ci saranno circa 30-40 cm di neve e il sole picchia implacabilmente. Proseguiamo oltre, ma ad un certo punto la neve si fa sempre più morbosa facendo zoccolo sotto le ciaspole, e, come se non bastasse, la pista non è più battuta. Seguiamo una traccia laterale e giungiamo a delle baite (ca 1700 m). Qui decidiamo di mandare a remengo la cima e di goderci la pace e la serenità del bosco imbiancato.
Cerchiamo un posto comodo dove bivaccare: sprofondando nella neve giungiamo a una staccionata (1720 m) e qui, con vista su Lagorai, Penegal, Roen, Cornet e Dos d'Abramo, mangiamo.
Finito il pranzo ritorniamo - chiacchierando amabilmente - sui nostri passi.
Ancora una volta il Macaion non s'ha da fare.. riusciremo prima o poi ad arrivarci? Mah ..chi lo sa .. di certo è che, con questa gita, si chiude un altro anno fatto di montagna e amici! Berg Heil!

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