lunedì 2 dicembre 2013

11/11/2013


11/11/2013

Alla fine di una lunga notte ventosa è nata la nostra piccola Gaia :)

mercoledì 23 ottobre 2013

16/08/2013- 24/08/2013 Vacanze slovene

Eccoci di nuovo nella nostra seconda casa, il Gostišče Mlakar dell'amico Miha.
Il programma generale è fare passeggiate mattutine, riposo pomeridiano e giri serali pro fauna.
Il primo giorno decidiamo di fare un giro in zona Masun nel Racna Gora; parcheggiamo l'auto nei pressi di un grande prato e risaliamo verso un dosso percorrendo uno degli innumerevoli tratturi creati dai boscaioli. Intercettiamo poi la strada principale e per il ritorno percorriamo quella.
Ad un certo punto sento dei rumori provenire dal fitto del bosco, prima il verso di una ghiandaia poi qualcos'altro d'indefinito, faccio notare la cosa a Claudio ma niente di che, fatti pochi passi risentiamo il rumore, la visibilità è nulla, provo a scrutare meglio fra i rami e vedo lontano la sagoma di un piccolo quadrupede che cammina parallelo a noi, ma non si capisce cos'è.
Il bosco s'apre un po' e allora cominciamo a guardare, ed ecco che fra le alte felci sbuca una testolina, due occhietti curiosi e due orecchie pelose: è un cucciolo d'orso! Dopo l'iniziale e immancabile tuffo al cuore (sempre emozionante vedere questo animale allo stato brado) mi sorge un questione, se c'è il piccolo.. dov'è la mamma? Da mamma orsa quale sono e sarò, so che non è saggio rimanere in questo posto, così acceleriamo il passo e cominciamo a parlare a voce alta per rendere nota la nostra presenza, l'orsetto se ne infischia e lo sentiamo seguirci parallelamente nel bosco. Una volta arrivati all'auto risaliamo la strada appena percorsa per vedere se il piccolo è ancora là.. lo ribecchiamo, ma appena ci vede fugge via a rotta di collo, niente madre, probabilmente sono stati separati da qualche imprevisto.
Buona fortuna piccolo mio, ne hai davvero bisogno!
Non paghi dell'avvistamento già dalla sera si comincia a puntare in grande: serata in capanno fotografico nei pressi di Trava. L'altana è ubicata sul terreno e l'ambiente che ci circonda è davvero suggestivo (altro che l'altanaccia dello scorso anno), il bosco di faggi è rado, filtra bene la luce e il sottobosco è cosparso di chiare rocce calcaree.
Alle 18:20 dopo innumerevoli ghiandaie e uccelli di tutti i tipi, cala il silenzio, il solito preludio e Claudio dice “orso”, eccola, un'orsa arriva in perlustrazione, si muove sicura fra le rocce e comincia a sgranocchiare del cibo, dopo 5 minuti arriva anche il suo piccolo. I due mangiano. Il cucciolo è di una tenerezza infinita: lo osservo mentre si mordicchia le zampe, mentre esplora la zona, mentre s'arrampica e mordicchia dei rami, il tutto coronato da una serie di espressioni dolcissime.
Alle 18:45 i due se ne vanno sfilando in tutta la loro magnificenza vicino all'altana, se ne stanno via un quarto d'ora e poi ricompaiono dall'altro lato del bosco e stanno lì, a pochi metri da noi, fino alle 19:35 quando, visto l'imminente crepuscolo, siamo costretti a cacciarli a suon di schiamazzi e colpi sul capanno.
Nei giorni seguenti c'avventuriamo nei boschi dello Snežnik vicino a Mašun, nella zona del Blosko Jezero, sul monte Visevec nel fantastico altopiano di Babno Polje, a Goričice nei pressi del Cerknisko Jezero, sul sentiero naturalistico di Sviščaki e infine un giro alle sorgenti dell'Obrh fino al Castello di Snežnik.
Le sere o le mattine all'alba ci vedono impegnati in lunghi giri in auto dove gli avvistamenti di caprioli, allocchi, volpi, poiane non mancano mai.. di particolare suggestione ricordo un'alba immersi nelle brume con caprioli tra i lembi di nebbia e poiane a caccia. Poi beh.. gli immancabili orsi ovviamente... oltre quelli già menzionati ne avvisteremo altri 3, tutti a bordo strada.. magici attimi.. l'avvistamento, lo sgomento e una fuga precipitosa.
C'è anche tempo per una seconda altana, a Stari Kot, questa si trova su un albero a circa 3 metri d'altezza, ci andiamo con Daniele un altro ospite di Miha. Arriviamo poco sotto all'altana, ed ecco il cacciatore che c'accompagna che comincia a gesticolare come un pazzo, cosa c'è? Mi innalzo su un masso.. toh un orso!!! E' a pochi metri da noi, sta mangiando, tempo di capire che è osservato e scappa a tutta velocità, il cacciatore (con tanto di fucile!) pare terrorizzato, noi (sfucilati!) siamo tranquillissimi.. strano il mondo è?
Saliamo in altana, è un po' scomoda rispetto all'altra, vista la panza soffro un po'. Ci accomodiamo e aspettiamo, verso le 18:05 fa capolino un grosso orso, è molto cauto e titubante, annusa gli alberi e le rocce, fa qualche passo, l'altana scricchiola un po' e questo si da alla fuga per non tornare più. Peccato. Claudio e Daniele tenteranno un'altana anche l'ultimo giorno ma la fortuna non sarà con loro.
Finiscono così l'ennesime appaganti vacanze slovene.. la prossima volta si ritornerà in tre!

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mercoledì 18 settembre 2013

14/09/2013 Sbinocolando a Prada (Paganella)

Eccoci nuovamente in quel di Monte Terlago per il consueto giro ai bucolici prati di Prada e del Prà Bedole. La giornata è nitidissima e la Paganella è splendida. Passiamo la mattinata a scandagliare i ghiaiosi canaloni e le alte praterie in cerca di fauna, ma ahimè è da poco iniziata la stagione della caccia il che significa che i nostri sogni faunistici s'infrangono ben presto... zero avvistamenti... ma forse è meglio così... animaletti miei statevene nascosti per bene!!!
Il giro comunque si mostra come sempre proficuo visto che troviamo un bel grattatoio d'orso.

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mercoledì 11 settembre 2013

07/09/2013 Risalendo la val Meledrio (Brenta)

Era da un po' di tempo che desideravo percorrere la val Meledrio, ossia la valle che da Dimaro conduce al passo Campo Carlo Magno e che durante i campeggi parrocchiali della mia “gioventù” si era soliti percorrere.
Essa è situata all'interno del Parco Naturale Adamello Brenta e di fatto, mettendo in comunicazione la val di Sole con la Val Rendena, separa il gruppo del Brenta da quello della Presanella.
Parcheggiamo così l'auto poco sopra Dimaro, all'altezza del primo tornante della statale 239, e imbocchiamo la strada sterrata che costeggia il torrente Meledrio, rio che nasce dal lago delle Malghette.
Dopo aver superata una vecchia calcara ci alziamo sempre più; incontriamo pochissime persone e la pace delle fitte abetaie ci avvolge. Il rio ora scorre sotto di noi in una profonda forra.
Nei pressi del Capitello Madonnina (1129 m) prendiamo il sentiero che porta alle cascate del Pison, entriamo in un galleria scavata nella roccia e poi attraversiamo il rio grazie ad un caratteristico ponte di larice.
Sotto di noi s'ode il rombo della cascata.
Ritorniamo al capitello dove ci fermiamo a pranzare, poi scendiamo a valle tagliando qua e là la forestale grazie ad un sentiero.
Concluderemo piacevolmente la giornata in quel di Cogolo incontrando l'amico toscano Giovanni e la sua famiglia che tanto gentilmente ci ospitarono a Vernazza questa primavera.

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sabato 31 agosto 2013

31/08/2013 Al Belvedere sotto il Palon (Bondone)

Dopo le appaganti ferie slovene si decide di far due passi in Bondone così in men che non si dica eccoci sulla piana delle Viote.
Parcheggiamo l'auto (1615 m) e imbocchiamo la strada forestale, contrassegnata come sentiero della fauna, che taglia le pendici meridionali del Palon.
Attraversiamo dapprima un bel e arioso lariceto ricco di sottobosco, poi entriamo in una fitta e oscura pecceta. Poco prima del bivio con il sentiero che porta in cima al Palon troviamo una fatta fresca d'orso. Di lì a poco eccoci al Belvedere (1690 m) che s'affaccia sulla val delle Gole e la piana di Trento.
Ci fermiamo qui una buona oretta a sbinocolare i selvaggi versanti orientali del Palon e a mangiare, finito ritorniamo all'auto seguendo il medesimo itinerario dell'andata.

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lunedì 12 agosto 2013

03/08/2013 Nei boschi della val Cadino: Malga Valletta Alta (Lagorai)

Dopo aver passato la notte ai freschi di Grumes ci dirigiamo verso Molina di Fiemme dove imbocchiamo la tortuosa strada che sale al passo Manghen.
Luoghi che frequento da quando son piccola piccola.
Parcheggiamo nei pressi di Baita Fornasa (1440 m) e qui, anziché salire alla Fornasa Alta, decidiamo di salire verso la malga Valletta Alta.
Imbocchiamo così la forestale che già da subito comincia a salire. Troviamo i primi piccolissimi finferli e scatta il delirio funghino.
Superiamo i ruderi di Malga Valletta Bassa e la valle comincia ad aprirsi, siamo sul versante meridionale del Cimon del Tres.
Giungiamo a malga Valletta Alta (1797 m) che altro non è che uno stupendo bivacco dotato anche di soppalco in legno.
Pranziamo seduti sulla panca esterna assaporandoci la vista su un piccolo pezzo di Latemar e su Cima dell'Inferno, oltre fa capolino la cima di Valmaggiore.
Per il rientro ci sarebbe la possibilità di far un giro ad anello e andare alla malga Fornasa Alta (altro bivacco stupendo da quanto mi hanno detto), ma ciò significherebbe aggiungere un altro centinaio di metri di dislivello e non è il caso. Così rientriamo per la stessa forestale facendo il pieno di profumati e gustosi finferli!


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